Trentino e Kosovo: un patto di cooperazione

Trentino e Kosovo: un patto di cooperazione

Andreas Ferrarese è l’ambasciatore italiano in Kosovo. In questa intervista rilancia i rapporti fra Trentino e lo Stato balcanico. Non ci sono solo i progetti di solidarietà, ma è “assolutamente un’aspirazione legittima, quella di aprirsi al profit”, sostiene. Ci sono molte opportunità nel settore commerciale, dell’agricoltura, del turismo, dell’artigianato. La grande terrazza dell’ambasciata che guarda su Pristina sarà dedicata a Rossana Fontanari, la cooperante trentina morta alcuni mesi fa.

di Serena Vecchietti

Egregio ambasciatore, l’Associazione Trentino per i Balcani e la Federazione trentina della cooperazione hanno aperto un ufficio presso l’ambasciata italiana a Pristina per incentivare la cooperazione internazionale. Quali sono i possibili sviluppi?

Innanzitutto vi sono molte complementarietà fra il Trentino e il Kosovo. Sono due realtà che hanno moltissimo da darsi e che potenzialmente possono sviluppare fortissime sinergie. Il Trentino ha finora capitalizzato un patrimonio di affetto, gratitudine e credibilità in Kosovo. Bisogna lavorare su questo per nuove e collaborazioni future. L’ufficio all’interno dell’ambasciata potrà diventerà uno strumento operativo importante e punto di riferimento per tutte le realtà trentine.

In quali settori è possibile tessere future collaborazioni con partner economici locali?

Abbiamo lavorato molto fianco a fianco con il Trentino, nello specifico con l’Associazione Trentino con i Balcani in collaborazione con la Federazione Trentina della Cooperazione, per individuare alcune priorità: agricoltura, turismo, alcune forme artigianali come il legno. Ma senz’altro un rapporto più diretto delle due realtà porterà ad individuare nuove aree.

Il Trentino ha sostenuto in passato progetti di solidarietà in Kosovo, ora si tratta di aprirsi anche al profit, quali spazi intravvede?

È assolutamente un’aspirazione legittima, quella di aprirsi al profit, in linea anche con gli interessi del Kosovo, a vedere arrivare nuovi investimenti e fare delle iniziative comuni. Per quanto riguarda gli spazi, abbiamo avuto una conferenza sull’accesso al credito. Il Kosovo possa imparare molto dal Trentino. Poi abbiamo lavorato sul settore dell’agriturismo, dove abbiamo visto prospettive molto interessanti. Credo che esistano degli spazi sull’ottimizzazione del territorio, in particolare l’uso delle energie rinnovabili. E una agricoltura mirata che punti a massimizzata il profitto, soprattutto con colture ad elevato rendimento. Non dimentichiamo il settore minerario.

Il Trentino ha fatto molti investimenti in Kosovo in favore della solidarietà. Ma quali interessi dovrebbe avere ora il Trentino a promuovere nuovi investimenti?

Sono investimenti che vanno visti non solo sotto il profilo umanitario ma anche economico. Il Kosovo è un Paese dove esistono ancora ampissimi margini per una penetrazione economica, commerciale e di investimento. Io trovo, ad esempio, nella maggior parte dei supermercati del Kosovo vini del Trentino e di altri prodotti. Ed è solo l’inizio di quello che ci può essere. Mano a mano che questa popolazione andrà migliorando la propria situazione economica, aumenterà anche l’interesse per i prodotti esteri. In questo senso ci sarà un vantaggio per chi è già radicato sul territorio.

Le prossime iniziative per questo legame Trentino e Kosovo?

Stiamo lavorando per organizzare delle missioni di settore con operatori, c’è già stata un’iniziativa per quanto riguarda le energie rinnovabile, per il credito cooperativo, in cui abbiamo trovato lo spazio anche per l’apertura, se lo riterremo, di istituti di credito in Kosovo. E credo che ci possono essere anche altre iniziative. Non dimentichiamo che all’interno dell’ambasciata c’è una sala polifunzionale con 90 posti a sedere in cui fare delle presentazioni mirate a costo zero a disposizione di tutte imprese.

Dopo il conflitto, il Kosovo è alla ricerca di una sua dimensione economica. Pensa che si stiano aprendo nuove possibilità?

Il Kosovo non ha scelte, deve per forza aprire nuove possibilità nell’economia. La disoccupazione giovanile si aggira attorno al 50 per cento della popolazione. I giovani devono trovare uno sbocco e questo sbocco si può trovare solo tramite nuovi investimenti produttivi, soprattutto a carattere privato. Perché un’economia gestita dal pubblico ha già dato risultati deludenti in passato. Dunque apertura agli investimenti, promozione della presenza internazionale e collaborazione. Non hanno alternativa. 

Nella regione balcanica si sono verificati negli ultimi giorni dei disordini. Questo può provocare qualche problema di instabilità?

Questo è un problema che riguarda un po' tutti. Il problema della stabilità ha toccato anche la Francia recentemente e tanti altri paesi. È proprio consolidandole collaborazioni e le opportunità economiche che si limita l'estremismo e quindi l'instabilità. Non fare niente è il miglior modo di favorire questi fenomeni.

Quali aiuti può dare la nuova legge 125 sulla cooperazione internazionale a chi intraprende questa nuova strada?

Credo che negli ultimi anni più che la forma giuridica alla base dell’aiuto pubblico stiano le quantità delle risorse disponibili. Bisogna vedere quanto a livello nazionale si vorrà investire. Lo vedo più come un problema di volume di risorse, in questa fase.

Rossana Fontanari era una cooperante trentina, morta otto mesi fa. Che ricordo ha di lei?

Ho un bellissimo ricordo, di una persona dal grande idealismo personale, particolarmente motivata e molto dedita alla causa. È stata lei il motore dell’instaurazione della collaborazione tra Trentino, le sue realtà e questa ambasciata. Ha lasciato una traccia indelebile, che resterà sempre a testimoniare il suo lavoro.

È vero che state pensando di dedicare la grande terrazza dell’ambasciata a Rossana?

Ho parlato con gli amici del Trentino e ho pensato che fosse una bella cosa lasciare una dedica, visto che abbiamo questa bella terrazza da cui si vede tutta Pristina e lunga parte del territorio kosovaro. Così una parte di lei resti con noi a memoria di quello che ha fatto.

Un messaggio al Trentino?

Mi piacerebbe vedere il territorio del Kosovo, tra qualche anno, che somigli al Trentino. Noi ci lavoriamo.

 

Serena Vecchietti, Associazione Trentino per i Balcani.

 

  01 Luglio 2015
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